Chi è il volontario
Profilo di uno strano animale
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Questa creatura appartiene ad una particolare specie, quella dell'animal voluntarius. Si distingue, pertanto, dalla massa
degli uomini per diversi aspetti che lo caratterizzano, non tanto dal punto di vista fisico, quanto da quello psico -
attitudinale. A voler essere precisi, anche fisicamente, presenta alcuni elementi caratteristici che lo contraddistinguono,
in particolare, durante la stagione invernale, nel corso della quale tende a perdere i connotati tipici della specie umana,
per assumere quelli di una creatura appartenente piuttosto al mito: l'Uomo delle nevi. Infatti, il volontario, svestiti i
panni del comune cittadino, si aggira per il canile intabarrato nei modi più impensabili, pur nel riproporsi di un comun
denominatore, vale a dire la perdita di ogni connotato anagrafico e sessuale: uomini e donne, ragazzi e ragazze, sono
indistinguibili, infilati come sono negli stivaloni di gomma, nei pantaloni informi, che celano montagne di calze e
calzamaglie di lana, nelle tute da neve, nella stratificazione di magliette, maglie e maglioni, nell'ingombro delle giacche
a vento, degli scarponi e dei più diversi copricapo. Cosicché, laddove non ha provveduto la natura, dotandolo di un
efficiente sistema di termoregolazione analogo a quello degli amici a quattrozampe, il volontario provvede da sé, per
cercare di sopravvivere agli attacchi del freddo, che non può né deve arrestare il suo lavoro: i cani mangiano, devono ed
hanno bisogno di pulizia per 365 giorni all'anno, indipendentemente da sole, pioggia, gelo o neve.
Solo col sopraggiungere della bella stagione, allorché gli ospiti del canile iniziano la muta, il volontario va riassumendo
una parvenza di normalità, riappropriandosi del suo aspetto. Resta però un elemento che non subisce alterazioni di sorta,
cioè l'alone da cui è attorniato nel momento in cui lascia il rifugio per tornare alla sua dimora: ignaro, per via
dell'assuefazione delle sue papille olfattive generata dalle ore di permanenza nel rifugio, e felice per le belle ore
trascorse, pretenderebbe di essere accolto con il sorriso da quanti lo incontrano prima della dovuta doccia.
Per il resto, possiamo dire che il volontario è una gran brava persona, e non potrebbe essere diversamente, dal
momento che sceglie liberamente di collaborare, senza ritorni economici, alla gestione del rifugio, e che, una volta
reindossati i panni del comune cittadino, nessuno, ad una prima occhiata, potrebbe riconoscerlo. Ma, giacché siete stati
così gentili da arrivare fino a questo punto della lettura, vogliamo essere buoni e svelarvi un segreto, grazie al quale
potrete riconoscere anche il meglio camuffato dei volontari: guardatelo negli occhi. Sì, avete capito bene, se incrociate
una persona e volete capire se sia praticamente o potenzialmente una creatura della specie oggetto della nostra trattazione,
guardate i suoi occhi nel momento in cui incrociano un cane: se quest'ultimo non è al guinzaglio e se non è esattamente al
fianco di una persona, lo vedrete drizzare le antenne, e qualcunque sia la sua momentanea occupazione, inizierà a girarsi
intorno con frenesia alla ricerca del padrone, fino ad avvicinarsi, con fare preoccupato, al supposto randagio per
verificare la presenza di collare, medaglietta o tatuaggio. Se, invece, il cane dovesse essere in compagnia di un amico
uomo, non crediate che il riconoscimento si faccia più complesso perché, ancora una volta, vi sarà sufficiente guardarlo
negli occhi, e se vi apparirà come ipnotizzato, sognante, improvvisamente lontano dall'eventuale discussione in cui fino a
pochi istanti prima era impegnato, allora sì, non abbiate dubbi: deve essere, o è destinato a diventare, un volontario.
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